Disegno in bianco e nero che rappresenta l'oratorio
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Storia Oratorio

Francesco Vandoni

Francesco Vandoni


La figura del Sindaco Francesco Vandoni, che resse Bellinzago dal 1853 al 1893 e poi dal 1895 al 1907, è sicuramente emblematica per comprendere la storia del nostro Oratorio.
Nato a Bellinzago il 22 dicembre 1825 in una famiglia benestante, fu avvocato, notaio, Cavaliere Ufficiale e Commendatore della Corona d'Italia.
La sua educazione passò anche attraverso una serie di precetti che il padre Giuseppe Antonio, medico chirurgo, aveva scritto per i figli, precetti che costituirono sicuramente un punto di partenza importante per la formazione di tutti i fratelli. Oltre ad una serie di consigli pratici sulla gestione del patrimonio, ce ne sono infatti alcuni ispirati a principi di carità ed apertura verso il prossimo che sicuramente il Vandoni ebbe presente nello stilare il suo testamento (1907), dove disponeva il lascito dei suoi beni per la costruzione del ricreatorio. Giuseppe Antonio infatti tra l'altro scrive: "Siate affabili e di maniere dolci con ogni ceto di persone" e ancora "Soccorrete ai vostri simili con l'opera e coi consigli per quanto è in potere vostro". Non è azzardato pensare che queste parole abbiano influenzato la scelta testamentaria di lasciare le sue sostanze al fratello dott. Pietro, al quale diede anche incarico verbale affinchè con tali fondi fosse eretto il ricreatorio per la gioventù in Bellinzago. Questi, che risedeva a Torino ed era amico di don Giovanni Bosco, accolse e fece sua l'idea del fratello e, con grande entusiasmo, vi unì le proprie sostanze. A tale proposito è opportuno citare una lettera, un tempo conservata nell'Archivio parrocchiale, nella quale si legge il ringraziamento da parte dei Salesiani per un'offerta fatta dall'Avvocato in favore dell'Oratorio di San Francesco di Sales in Torino. La lettera, datata 1881, porta in calce la firma di Don Giovanni Bosco e testimonia la stima che Francesco nutriva per il futuro santo e per il Suo ordine.
Il desiderio del Vandoni era quello di vedere sorgere a Bellinzago un luogo dove i bambini e le bambine del paese potessero passare del tempo nel divertimento, assistiti dai religiosi del paese, per evitar che finissero vittime dell'alcool e dei vizi. Il dott. Pietro Vandoni fece preparare il progetto del Ricreatorio all'Ing. Bongiovanni di Torino e l'11 giugno 1908 fece riunire nel municipio di Bellinzago gli stipulanti della scrittura per l'appalto dei lavori di costruzione della struttura.
Interessante a tal proposito l'etimologia del termine scelto dal Vandoni per designare il futuro centro di aggregazione del paese: Ricreatorio e non Oratorio.
In questo le pratiche religiose entrano come parte principale; nel ricreatorio invece il divertimento ha la parte la più appariscente, mentre la religione e i buoni suggerimenti solo in modo indiretto e quasi inavvertibile. Era quindi consapevole di come fosse importante avvicinare i giovani alle buone pratiche attraverso un sano divertimento, anche per coloro che si erano allontanati dalla retta via.
Proprio questa è stata la grandezza del Vandoni, cioè la comprensione delle esigenze di un paese in evoluzione, nel quale i giovani costituivano la speranza e le nuove fondamenta per una societè migliore.