Bellinzago, maggio 2002
Analisi della situazione
All'inizio di quest'anno il gruppo missionario giovani ha voluto riflettere sulla sua identità partendo dall'esperienza vissuta fin qui nella sua storia. Dall'attività svolta è emerso che il gruppo missionario giovani aveva alle spalle un cammino di attività e di formazione. Nella storia recente si è registrata una crisi del gruppo che ha determinato un calo di intensità e la perdita di punti di riferimento e di organizzazione.
Si sente ora l'esigenza di recuperare i seguenti elementi che si ritengono indispensabili: un coordinatore di riferimento, la formazione personale e di gruppo, i momenti di verifica, il contatto con i missionari, l'inserirsi nel cammino diocesano e parrocchiale attraverso l'oratorio, l'attenzione al territorio, la collaborazione con altri gruppi missionari, la sensibilizzazione della parrocchia sul tema della missione.
Fonti di riferimento
Il confronto all'interno del gruppo
Un'icona biblica: i discepoli di Emmaus
Il progetto di Pastorale Giovanile Diocesano
Finalità del progetto
Il Gruppo Missionario Giovani (Gmg) "si propone di formare dei giovani maturi nella crescita umana e 'adulti' nella fede, capaci di gestire i propri doni nella prospettiva di una chiara scelta vocazionale in riferimento al matrimonio o alla vita di consacrazione, alla professione e alle assunzioni delle proprie responsabilità nella Chiesa, nella società, nella politica (Mons. Del Monte alla Commissione giovanile diocesana, 17.9.1988 a Omegna)" con un atteggiamento missionario. Il Gmg "intende, così, proporre ai giovani un progetto di vita cristiana che consenta loro di essere pienamente credenti: senza per questo rinunciare ad essere giovani di questo tempo, capaci cioè di un autentico dialogo con il mondo contemporaneo". Destinatari sono i giovani dai 20 anni in poi.
Obiettivi
Attenzione missionaria, come invito alla testimonianza cristiana tra i coetanei ("i giovani sono i primi evangelizzatori di altri giovani"), e come stile di apertura dei gruppi al respiro della Chiesa universale, valorizzando le iniziative proposte dal Centro missionario Diocesano;
Attenzione alla partecipazione, come costante invito per non cadere in una situazione di individualismo e in vista di una progressiva assunzione di responsabilità, con serietà e competenza, in campo professionale, ecclesiale, sociale e politico;
Attenzione alla solidarietà, come stile di vita continuamente alimentato da concrete proposte di servizio e di volontariato (soprattutto verso i coetanei, per vari motivi emarginati), nell'impegno di superare un comportamento giustificato solo sulla base del tornaconto più immediato ed egoistico;
Le attenzioni sottolineate in precedenza non possono prescindere da un'attenzione vocazionale nell'aiutare i giovani a cogliere il senso della vita nella dinamica "chiamata di Dio - risposta dell'uomo" in ogni avvenimento attraverso una vita spirituale fondata sulla preghiera, sui sacramenti e sulle "esperienze forti".
Contenuti
Seguendo l'itinerario offerto dall'icona biblica dei discepoli di Emmaus si evidenziano le seguenti tematiche:
- La vita come cammino nel gruppo missionario ("due discepoli erano in cammino verso un villaggio" Lc 24,13): l'attenzione è rivolta alla formazione personale e del gruppo attraverso uno sviluppo graduale della persona e della sua spiritualità cristiana e missionaria di conoscenze (culturali, sociali e religiose), di scambi con altri gruppi e di esperienze (momenti di preghiera, solidarietà, carità...);
- l'ascolto della Parola di Dio ("non ci ardeva forse il cuore mentre conversava con noi lungo il cammino?" Lc 24,30): la Parola di Dio costituisce la fonte da cui trae origine il gruppo missionario e dalla quale ognuno, nel confronto con i membri del gruppo, trova la speranza e la forza e il coraggio per essere evangelizzatore negli ambienti in cui quotidianamente vive;
- La centralità dell'Eucarestia ("prese il pane, lo spezzò, lo diede loro ed essi lo riconobbero" Lc 24,30): l'Eucarestia costituisce l'altra fonte principale da cui il gruppo trae la sua origine, la comunione che si viene ad instaurare tra i membri del gruppo; tra il gruppo e gli altri gruppi parrocchiali; tra il gruppo e l'oratorio; tra il gruppo e la parrocchia; tra il gruppo e gli altri gruppi missionari; tra il gruppo e il Centro Missionario Diocesano;
- La testimonianza ("riferirono ciò che era accaduto lungo la via" Lc 24,35): la testimonianza che il gruppo vuole dare è innanzitutto di una coerenza di vita a partire dall'incontro con la Parola di Dio, facendosi segno e strumento per la diffusione dei valori cristiani quali l'amore, la giustizia e la carità. Questo può avvenire soprattutto con uno stile di apertura verso le varie realtà che ci circondano a partire dall'oratorio, dalla parrocchia, dalla diocesi sino alle situazioni di sofferenza dei vicini e dei più lontani.
Opzioni metodologiche
- Il gruppo quale luogo di confronto e di crescita insieme;
- l'ascolto della Parola di Dio
- la formazione: già l'ascolto e il confronto sulla Parola di Dio costituisce un momento di crescita, ad essa va aggiunta la conoscenza dei documenti del magistero, delle concrete situazioni dei missionari e dei popoli a loro affidati, lo studio dei problemi emergenti. Importante sarà l'attenzione alle proposte del Centro Missionario Diocesano e del P.O.M.;
- la programmazione delle attività del gruppo e delle iniziative di sensibilizzazione per l'oratorio e per la parrocchia;
- la verifica delle attività realizzate e del proprio impegno personale e di gruppo.