Disegno in bianco e nero che rappresenta l'oratorio
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Cammini e catechesi

Cammini e catechesi

Cammino Giovani (19-30 anni)

Gruppo OVer




OBIETTIVI


Svolgimento dell'incontro di gruppo

I temi trattati nei gruppi vengono scelti dai componenti. La riflessione si sviluppa a partire dai contributi che ognuno porta all'incontro con un'attività laboratorio.
Conclusa la riflessione, si scrive un documento riassuntivo e si sceglie la modalità per divulgarlo.
I gruppi organizzeranno eventi aperti a tutta la comunità per favorire la riflessione su tematiche che vengono ritenute importanti.




Incontro "Rock Family" - 25/02/2013


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In un clima semplice e sereno si è svolto l'incontro "Rock Family- La potenza della famiglia aperta all'accoglienza", presso la sala del Vecchio Forno.
Organizzato dal Gruppo OVer, giovani dell'Oratorio Vandoni oltre i 18 anni, il dibattito ha visto come temi centrali l'adozione e l'affidamento di un bambino.
I ragazzi sono approdati a questa serata dopo aver riflettuto nei loro incontri sulla più vasta tematica della famiglia; analizzando la situazione italiana, discutendo del suo ideale di famiglia e dei suoi tempi e modi di nascere, approfondendo le differenze tra matrimonio e convivenza, con gli eventuali divorzi o separazioni, il gruppo ha quindi deciso di aprirsi alla comunità per l'ultimo pezzetino del puzzle, quello appunto dell'accogliere un bambino.
Così la serata si è aperta con una breve introduzione, per lasciare poi spazio alle due importanti figure, presenti come relatori: la famiglia Liberini, protagonista dell'adozione di una bimba di soli due anni, e Cora Vanolo, assistente sociale del CISAS. Grazie alle testimonianze, emozionanti e sentitissime seppur da punti di vista differenti, si è quindi delineata una bellissima immagine della famiglia di oggi, che si sente di poter accogliere davvero completamente.
"Quando si decide di adottare non si mettono al primo posto le esigenze della coppia, il suo bisogno di avere un figlio, ma al contrario è il bambino stesso il punto fermo a cui ruota tutto intorno, è per il suo progetto di vita" sottolineano con passione tutti i relatori. Il percorso burocratico non è semplice, ma è necessario per garantire al piccolo tutto il benessere e le certezze possibili, anche se per i genitori che lo vivono è un periodo molto delicato e anche, a volte, stressante. Certo il gioco vale la candela e lo si capisce subito dal sorriso che accompagna ogni parola, come quella della famiglia Liberini e della loro figlia, oggi giovane ragazza.
Cora, che ha vissuto tante esperienze nel suo lavoro, spiega poi ai presenti anche la realtà dell'affido, in cui il bambino mantiene la sua famiglia, pur trascorrendo del tempo con gli affidatari. Proprio a questo proposito è stata anche letta la testimonianza di una giovane bellinzaghese, purtroppo impossibilitata ad essere presente, che segue una ragazzina in affido.
La serata si è conclusa con interventi dal pubblico e un dialogo preparato dal gruppo OVer, in cui si è ripensato alla Sacra Famiglia e alla capacità di quei genitori "speciali" di accogliere completamente un Figlio, un dono. Gesto d'amore possibile sempre, anche oggi nella bellissima pratica dell'adozione.




Incontro "Vite sospese" - 03/12/2012


Relazione della Dottoressa Barbero sulla serata


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Il Gruppo Over, formato da lavoratori e studenti dell'Oratorio Vandoni, dopo essersi riunito in alcuni incontri durante i mesi di ottobre e novembre, ha voluto organizzare una serata particolare per discutere della tematica che si è, in questo avvio, proposto di analizzare; così con il manifesto intitolato "Vite sospese: la malattia, le scelte difficili, le cure, i familiari, un sorriso" ha invitato i bellinzaghesi a prendere parte all'incontro lunedì 3 dicembre alle ore 21 nella Sala del Vecchio Forno.
Il gruppo ha voluto fin da subito sottolineare che la serata voleva essere strutturata come una discussione informale con esperti, per conoscere il mondo della malattia dal punto di vista di chi opera per alleviare la sofferenza. I relatori, che a turno si sono presentati e hanno risposto alle domande e alle curiosità poste dal pubblico, sono stati: la Dott.sa Laura Barbero, medico specializzando in medicina legale, Martina Donati, infermiera professionale del reparto di rianimazione di Novara, Luciano Buscemi, presidente dell'associazione "Il pianeta dei clown", Andrea Locarni, presidente di "Unione Genitori Italiani".
Il tema centrale della serata è quindi stata la malattia; come l'ammalato si rapporta con essa -ancor più quando si tratta di un bambino-, come i parenti si rapportano con essa e come i medici, gli infermieri e i volontari ne vengono coinvolti e danno supporto psicologico. Il pubblico, tanto numeroso da riempire il Vecchio Forno, ha partecipato alla discussione con domande profonde e interessanti ed è stato catturato dai relatori, che con le loro esaurienti risposte ed esperienze personali hanno davvero emozionato.
Il presidente de "Il pianeta dei clown" e le due giovani volontarie con lui hanno spiegato che l'associazione nasce per donare un sorriso alle persone, e in particolare ai bambini, gravemente malati e che sono in ospedale spesso per lunghi periodi, per sottoporsi alle cure necessarie per combattere la loro patologia. I volontari si trovano inoltre a contatto con la realtà dei parenti, anch'essi catapultati in un mondo nuovo fatto di ospedali, cure e incertezze e con parole e scherzi cercano di stare vicino ai bisognosi con il sorriso.
Martina ha spiegato come la realtà della rianimazione -questa stanza "particolare" dove di per sè spazio e tempo si confondono nel rumore dei macchinari e della monotonia- sia drammatica e come spesso sia difficile non farsi coinvolgere emotivamente, ma quanto sia al contempo necessario rimanere accanto ai pazienti e ai famigliari.
Il presidente Andrea Locarni ha raccontato che la sua associazione è formata da genitori con figli malati o che lo sono stati, che si aiutano a vicenda per continuare a vivere la propria vita, aiutando poi le famiglie con piccoli che spesso necessitano anche solo di un supporto nei trasferimenti per ricevere le cure ospedaliere.
La dottoressa Barbero ha invece espresso il suo parere medico a proposito delle difficoltà che spesso si creano tra curante e curato e ha raccontato come spesso la sua figura debba resistere all'eccessiva emotività e mostrare sangue freddo, ma nello stesso tempo tatto, verso i parenti delle vittime; compito particolarmente difficile quando queste sono giovani coinvolti in incidenti catastrofici.
I relatori, cogliendo gli stimoli del pubblico, hanno poi brevemente discusso anche di bioetica, testimoniando in particolare quella che è l'odierna realtà di accanimento terapeutico, eutanasia e donazione di organi. E' stata quindi espressa la volontà che anche i giovani si interessino di questioni non facili come queste e che aiutino chi ne è coinvolto in prima persona a vivere la vita il più serenamente possibile.
Il Gruppo Over ha messo molto entusiasmo in questa serata affinchè fosse formativa e appassionante, per approfondire temi così difficili. L'incontro ha aiutato ragazzi e adulti a rapportarsi con la malattia e con i malati affinchè, se la vita dovesse offrirne motivo, sappiano forse un po' di più come affrontare ciò che li aspetta.




Il gruppo Over ha organizzato un incontro per le superiori - 24/04/2012


Alle ore 16.30 di sabato 14 aprile il salone dell'Oratorio Vandoni si è pian piano popolato di ragazzi delle superiori che, dopo essersi seduti, hanno atteso incuriositi l'inizio dell'incontro tenuto dal Gruppo OVer.
Come uno di essi ha spiegato, il nome significa "oltre" sia intendendo il non poter più stare nel gruppo delle superiori, sia l'andare proprio oltre l'Oratorio e portare il lavoro del gruppo a tutta la comunità bellinzaghese; sono state infatti presentate già due serate al vecchio forno con al centro temi di attualità come l'ambiente e i giovani nella società e altre iniziative sono pronte per essere realizzate. I ragazzi, una decina tra lavoratori e universitari, hanno iniziato la prima fase dell'incontro presentando il tema scelto: il cinema.
Dopo aver visto alcuni trailer e alcuni spezzoni di noti film, i ragazzi delle superiori hanno espresso le loro opinioni in proposito alle emozioni provate, al motivo che li spinge ad andare al cinema, a scegliere un determinato genere, a decidere con chi andare, ecc.
La seconda fase dell'incontro ha visto la divisione in 4 gruppetti per sviluppare più approfonditamente la discussione e permettere un maggior scambio di opinioni, con la mediazione dei più grandi che hanno aiutato il confronto tra idee e coinvolto anche i più timidi.
Infine sono stati illustrati alcuni dati interessanti e curiosi sul cinema e sul suo impatto sulla società, seguiti da un breve trailer amatoriale realizzato dagli stessi ragazzi del Gruppo OVer che, scherzosamente, hanno voluto divertire i più giovani mettendosi in gioco senza vergogna.
L'incontro si è concluso in dolcezza con la merenda e con la molta gioia, data dal piacere di stare insieme e arricchirsi vicendevolmente.




Il gruppo Over e la raccolta dei rifiuti - 03/03/2012


Continua il racconto delle esperienze e delle emozioni vissute dai giovani del gruppo Over, che questa volta hanno preso parte al progetto di pulizia dell'ambiente di sabato 3 marzo, organizzata dai volontari dell'AIB.
Divisi in squadre di lavoro i ragazzi si sono uniti ai volontari, dividendosi le varie zone di Bellinzago, dalle aree boschive vicino al Ticino alle piazzole di sosta della strada provinciale.
"Personalmente -racconta un partecipante- è stata un'esperienza molto bella e costruttiva, perchè ho sentito di fare concretamente qualcosa di utile per me stesso e per l'ambiente in cui vivo.
Da un lato è molto bello vedere la passione che i volontari del gruppo AIB dedicano alla cura del nostro paese in ogni suo aspetto; dall'altro invece è triste vedere come molte persone oggi considerino ogni singolo metro quadro di verde una discarica dove lasciarci qualsiasi tipo di rifiuto. Credo faccia piacere a tutti vivere in un ambiente pulito ed è quindi compito di tutti far si che rimanga tale. Per i rifiuti quotidiani ci sono i cestini e la raccolta, mentre per quelli straordinari abbiamo l'isola ecologica; i boschi non sono discariche! E' arrivato il momento di finirla con questi gesti di inciviltà e, come in tanti aspetti della vita di una comunità, tutti devono fare la propria parte."
Questo pensiero, condiviso dagli altri giovani e indubbiamente condivisibile, è accompagnato da quello di un altro ragazzo: "forse è l'ignoranza del non sapere degli odierni metodi di raccolta e riciclo che spinge una persona a fare strada in più e persino fatica per gettare i suoi rifiuti e inquinarci l'ambiente? E' sconveniente e scomodo persino per loro!".
Qualcun'altro sottolinea invece quanto sia stato bello poter sentirsi utili e operare vicino ai volontari dell'AIB, che si sono volentieri proposti nel parlare e scambiare opinioni.
"Io mi sono trovato in una zona boschiva e c'era davvero di tutto! Cose da non crederci: divani, lavatrici, avanzi di cibi, sacchi neri colmi di immondizia e tanto altro ancora" testimonia colpito un altro giovane.
Grazie all'impegno di tutti, la comunità ha così 3900kg in meno di immondizia tra il verde del suo terreno e il gruppo Over è felice di aver fatto la sua parte.




Servizio dei giovani alla mensa dei poveri - 25/02/2012


Un'altra esperienza importante è stata vissuta dai giovani del gruppo Over nella mattinata di sabato 25.
I ragazzi, dopo essersi ritrovati alle ore 10.30 all'Oratorio, si sono infatti diretti a Novara, alla mensa del Sacro Cuore, per prestare servizio ai poveri che hanno consumato lì il pranzo. E sono quindi loro a chiedere di poter raccontare ciò che hanno vissuto, le emozioni provate e le riflessioni che una realtà a noi così vicina eppure lontana gli ha suscitato.
"Ci siamo occupati dell'accoglienza all'ingresso: abbiamo visto entrare persone che si incontrano normalmente in giro e di cui non si pensa possano aver bisogno di usufruire di questo servizio" iniziano a raccontare i ragazzi, che hanno così salutato con il sorriso e un buongiorno le circa 50 persone presenti quel sabato mattina.
"Della mensa possono servirsi tutti coloro che sono economicamente in difficoltà - spiega Lucio, uno dei volontari responsabili - e sono in continuo aumento. Qui ci conosciamo tutti ma la cosa significativa è che mai come ultimamente c'è davvero un continuo cambio di persone; non si vedono sempre e solo le solite facce, ma ne arrivano di nuove con cui subito fare amicizia.
La maggioranza sono uomini extracomunitari, donne dell'est Europa, ma non mancano neanche gli italiani, spesso di una certa età."
Il pasto, che è solitamente preparato e servito da volontari, consta di cibi donati e raccolti da varie azioni caritative; sabato sono stati alcuni giovani di Bellinzago a servire e poi occuparsi della pulizia del locale, di per sè non molto grande.
"La prima cosa che ho notato è che alcuni migrano dalla stazione fino a lì e non mi aspettavo di vedere tante facce conosciute, almeno per me che lavoravo in stazione. -racconta Antonio, uno dei giovani dell'Over- Da parte mia sono rimasto toccato nel profondo, mi ha dato un senso di dispiacere immenso per la loro condizione. Nel nostro piccolo abbiamo comunque dato una mano, conta come un piccolo gesto ma sempre meglio di niente!".
Un'altra cosa che hanno notato i ragazzi e anche i volontari, che gentilmente li hanno accolti dando qualche nozione sull'organizzazione della mensa, è stata che a nessuno è mancato quella mattina il sorriso; anche vedendosi di fronte persone di un'altra realtà quindi non famigliari, nessuno è rimasto sulle sue o infastidito, ma al contrario la novità è stata apprezzata e tutti coloro che uscivano dal locale avevano appunto il sorriso sul volto.
"Spesso basta una parola, basta non farli sentire soli, almeno nel momento del pranzo, quello che di solito si condivide nella tranquillità delle proprie case, si può cercare di donare un attimo di serenità e calore umano" spiegano infine i volontari.
Mentre il gruppo Over si prepara a condividere insieme nuove esperienze, anche questa, sicuramente molto forte e toccante, è ormai parte di loro e del loro percorso di crescita personale e cristiana.




Serata sull'ambiente organizzata dai giovani dell'oratorio - 20/02/2012

Per un futuro senza rughe


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Già la decisione di ritrovarsi al Vecchio Forno l'aveva fatto presagire; una serata davvero al caldo, sotto più punti di vista.
Non solo per la temperatura invernale ma clemente, così come è stata nella serata di lunedì 20 febbraio, ma anche per il buon contributo dei bellinzaghesi che hanno partecipato numerosi al dibattito "Per un futuro senza rughe", riempiendo il locale.
Chiamati a raccolta dal gruppo dei giovani dell'Oratorio, organizzatore e ideatore della serata, cinque esperti hanno appunto dibattuto, tra i vari temi, di riscaldamento e surriscaldamento globale. L'incontro, come del resto era stato anticipato, è voluto essere una chiacchierata amichevole e costruttiva, in cui ognuno potesse fornire un proprio contributo personale, uno spunto agli altri o un messaggio di sensibilizzazione.
La modalità con cui si è svolto è stata infatti la semplice domanda proveniente dal pubblico, con conseguente risposta da parte degli esperti nei vari settori, con il risultato quindi di ottenere davvero una nozione frutto di più pareri e conoscenze diverse.
Elena Bovio e Federica Mingozzi sono state a lungo sollecitate dalla platea a spiegare il funzionamento della Bottega del Mondo, "Abacashi", presente a Bellinzago, che si occupa, qui come in tantissimi altri posti, di commercio equo e solidale; "Comprare qualcosa in un negozio del genere significa essere sensibili alla problematica dello sfruttamento del lavoro di piantagione, ai problemi dei piccoli artigiani delle zone più povere del mondo, -spiega Elena- nonchè incentivare la loro produzione e averne di contro un prodotto controllato e di sicura qualità, ottenuto nel rispetto delle norme ambientali e umane." Gianluca Ferrari, in quanto rappresentante dell'Aib, ha invece sottolineato come spesso la maleducazione, anche direttamente nei nostri boschi, porti a rovinare la natura, che inizia a soffrirne e cambiare, semplicemente perchè spesso non si ha la conoscenza o l'intelligenza di poter sfruttare l'isola ecologica per scaricare i propri rifiuti. "Mi è capitato di dover rimuovere in un bosco un frigorifero, piuttosto che uno scatolone di vecchi videogiochi o una pianta. Ma non si fa persino più fatica ad arrivare lì con quelle cose, piuttosto che portarle al punto di raccolta?!" domanda provocatorio Gianluca. E a lui più volte hanno fatto eco le parole di Andrea Bertola, naturalista e impiegato nell'Arpa, che ha scientificamente spiegato come oggi siano in pericolo molte specie animali e vegetali delle nostre zone, causa proprio l'inquinamento. "E pensando che l'energia nelle nostre case sia una cosa scontata, ci dimentichiamo invece di quale fatica ci sia a monte per inviarcela, -sottolinea Andrea- senza contare che non è eterna e infinita.
Chiudiamo il rubinetto mentre ci laviamo i denti, spegniamo la macchina al passaggio a livello e la luce quando cambiamo stanza, mettiamo il coperchio all'acqua della pasta che bolle, non bagniamo maniacalmente le piante che attiriamo solo zanzare e iniziamo nel nostro piccolo ad aiutare l'ambiente!".
Gianni Gatti, impiegato nel settore delle energie rinnovabili, ha rincarato la dose invitando all'uso parsimonioso delle nostre risorse e a prestare attenzione alle nuove energie "che sono un vero e proprio investimento sul futuro, vantaggiose sia a livello economico che ambientale, in un mondo dove spesso le norme ci sono, come quelle imposte dal protocollo di Kyoto, ma troppo spesso sono ignorate e trascurate, portando gravi danni."
Insieme a tanti altri contributi importanti, c'è spazio anche per concludere sdrammatizzando sui Maya e la loro catastrofica profezia; se da una parte ci sono sempre i sostenitori del disastro globale o della "semplice" estinzione della specie umana, dall'altra gli ottimisti vedono un cambiamento ambientale a livello di surriscaldamento e stagioni sfasate, di quelli probabilmente già avvenuti nei passati secoli. I nostri esperti sono, con il sorriso, della seconda categoria ma ci invitano comunque ad aiutare una Terra che, anche a causa di ognuno di noi, merita più attenzione e meno calore.